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Laureata in chimica del restauro e un passato legato al mondo della moda con marchi come Volta Footwear e Benetton. Claudia Zalla, fotografa veneta, nata a Treviso, ha da sempre amato scattare ma qualche anno fa non avrebbe mai pensato che la fotografia potesse diventare la sua professione.
Trasferitasi a Milano, Claudia oggi lavora in molti campi, dalla moda al food collaborando con marchi e magazine molto importanti.
Per noi Claudia ha selezionato alcune immagini dal suo portfolio e ha risposto ad alcune curiosità sul suo percorso da fotografa.

Ciao Claudia, puoi raccontarci qualcosa di te?

Sono nata e cresciuta nella provincia trevigiana, e dopo una laurea in Chimica del Restauro e qualche anno passato a lavorare nel campo della moda ho deciso di trasferirmi a Milano, città dove vivo tuttora. Da buona veneta sono una gran lavoratrice, ma amo andare a rilassarmi in Liguria, che metto al secondo posto dei miei luoghi preferiti solo dopo la mia terra natale. Mi piace aggiustare le cose, mi piacciono le magliette a righe e mi piace perdermi per la città in bicicletta e scoprire nuovi posti e nuove vie.

Il tuo primo ricordo legato alla fotografia.

Ricordo la Kodak di mio padre, forse eravamo in Sardegna, ero molto piccola ma ho ben presente il momento in cui la presi in mano e feci una foto ai miei genitori in riva al mare.

Quando hai capito che la fotografia sarebbe diventata la tua professione?

Mi è sempre piaciuto fare foto, ma fino a pochi anni fa non avrei mai pensato che sarebbe stato possibile mantenermi facendo solo questo. Devo dire che in questo Milano mi ha aiutato molto, sia a livello di contatti che di opportunità in generale.

Oggi puoi definirti fotografa a tempo pieno oppure fai anche altri lavori?

Da più di un anno ho iniziato a fare solo questo, quindi la fotografia è diventata la mia vera occupazione. Se devo essere sincera però, quando me ne viene data occasione, mi piace molto occuparmi di progetti che includano anche quello che riguarda la direzione artistica e la produzione. Questi sono i progetti che mi danno più soddisfazione perché posso dedicarmici a 360° e sfruttare le diverse competenze acquisite negli anni.

Quali fotografi hanno influenzato il tuo lavoro nel tempo?

Ce ne sono tantissimi, e più passa il tempo più scopro nuovi fotografi straordinari che mi spronano e ispirano sia dal punto di vista estetico che progettuale. Recentemente, grazie al corso che sto seguendo alla Luz Academy, sono venuta a conoscenza del lavoro di Bryan Schutmaat; trovo sia incredibile, soprattutto il progetto Grays the Mountain Sends. Se però devo dire quelli a cui sono più legata citerei Gianni Berengo Gardin e Luigi Ghirri come italiani; Stephen Shore e William Eggleston per tutto quello che riguarda la fotografia americana a colori.

Guardando le tue foto trovo spesso una particolare attenzione per il colore e una certa propensione al “rubare” momenti importanti. Ti ci ritrovi? Che cosa ti piace di più raccontare?

Colore e geometria sono sicuramente due caratteristiche importanti del mio modo di fotografare. Il gesto quotidiano e quasi involontario dei soggetti ritratti rimane il motore dei miei scatti, quindi sì, mi piace riuscire a trovare il giusto compromesso tra una buona composizione e la naturalezza del soggetto ritratto.

Quali sono i momenti che dedichi alla fotografia? Sei una di quelle fotografe che hanno sempre con se la macchina fotografica?

Sì, tendenzialmente mi piace avere sempre con me la macchina fotografica, anche se devo dire che da quando la fotografia è diventata un lavoro questa cosa si è un po’ interrotta. Forse si tratta solo di trovare un nuovo equilibrio tra il tempo che dedico allo scattare per lavoro e allo scattare per me, dato che prima erano due cose ben distinte e ora non lo sono più. Ultimamente devo dire che mi piace tantissimo scattare anche con l’Iphone. Ho delle foto all’interno dei miei album che vorrei riuscire a veicolare in qualche progetto.

Sei molto giovane, ma se dovessi dare un consiglio ai giovanissimi che vogliono fare questo lavoro e devono cominciare da zero che cosa consiglieresti?

Credo che sia importante seguire quello che ci si sente di fare, allo stesso modo penso sia altrettanto importante formarsi e farsi delle basi anche al di fuori del mondo fotografico… che sia artistico o meno non importa, l’importante è avere tanti interessi che aiutino ad alimentare e fortificare la passione per la fotografia.

A cosa stai lavorando in questo momento? C’è un progetto o un lavoro che vuoi condividere con noi?

Ho un paio di progetti che mi piacerebbe portare avanti, di cui uno a lungo termine. Il primo è incentrato più su una ricerca di cromie e linee, una sorta di raccolta di stil life “naturali”. Mi piacerebbe impaginarle e riuscire a produrre una piccola pubblicazione o fanzine, vedremo se raccoglierò abbastanza materiale. L’altro invece avrà un taglio più documentaristico ma essendo ancora in fase embrionale, per scaramanzia preferisco non dire di più.

Un sogno nel cassetto.

Non so se sia un sogno del cassetto, però mi piacerebbe riuscire a trovare sempre forza, costanza e determinazione nel realizzare i miei progetti personali.

Potete seguire il lavoro di Claudia Zalla sul suo sito web

Pubblicato il: 21 luglio 2014
Tag: Claudia ZallaLe foto di Barbara

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