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Un viaggio a New York e una ricerca tramite couch-surfing di un posto non troppo caro dove poter alloggiare. Da questo nasce l’incontro tra Gaia e Jenny. Nessuna delle due sa molto dell’altra, tuttavia Gaia Musacchio, fotografa vicentina classe 1988, decide ben presto di indagare fotograficamente sulla vita della sua coinquilina. Jenny’s Details è un progetto che, basandosi sui piccoli dettagli dell’ambiente familiare e intimo della casa, cerca di raccontare la vuotezza e la solitudine di questa ragazza alla quale all’apparenza non manca nulla. Gaia ci racconta, in una breve intervista, il suo percorso da fotografa e i 10 giorni passati a casa di Jenny.

Ciao Gaia, puoi raccontarci qualcosa di te?

Ciao Barbara. Ho 25 anni e sono nata e cresciuta a Bassano del Grappa. Mi sono laureata in Architettura a Venezia e solo dopo ho avuto la possibilità di frequentare qualche corso all’ICP di NY. Ho avuto quindi la fortuna di passare un po’ di tempo oltreoceano, dove ho studiato e lavorato come assistente per un fotografo. Per ora ho deciso di rimanere qui a Bassano.

Quando ti sei avvicinata per la prima volta alla fotografia? C’è un episodio in particolare che ricordi?

Non c’è un episodio in particolare, ma come molti ho avuto la possibilità di ‘giocare’ con una reflex di famiglia fin da piccola. Poi durante gli anni universitari ho iniziato ad approfondire in modo più consapevole questa passione, mettendola al primo posto dopo la laurea.

Da qualche anno collabori con Urbanautica. Di cosa si tratta?

Urbanautica nasce da un’idea di Steve Bisson ed è un giornale indipendente di fotografia. È un mezzo che ci aiuta a capire come sia possibile parlare di territorio attraverso nuovi linguaggi ed è ormai un punto di riferimento a livello internazionale. Da poco più di anno mi sono avvicinata a questo mondo, seguo in particolare le attività di Photo Exhibition, una piattaforma online, figlia di Urbanautica, che cerca di monitorare quotidianamente le mostre fotografiche in tutto il mondo. Sta avendo un ottimo riscontro e ne siamo entusiasti. Da marzo del 2013 c’è anche Photo Schools, spazio per far dialogare docenti e studenti di fotografia e condividere le loro esperienze.

Oggi ci presenti un lavoro che hai realizzato a New York nel 2011 Jenny’s detailsChi è Jenny, come l’hai conosciuta?

Jenny è stata la prima persona che ho conosciuto a New York, non la conoscevo prima del mio arrivo. Mi serviva un posto dove stare e attraverso un sito di couch-surfing sono arrivata da lei, in un monolocale di China Town.

Com’è nata l’idea di realizzare un progetto fotografico sulla sua vita?

Partecipavo ad un workshop ed è stato quasi spontaneo pensare di seguirla durante le sue giornate. L’idea di partenza era diversa, immaginavo di stare fuori con lei, di poterla seguire a lavoro e conoscere magari i suoi amici, quindi raccontare una storia completamente diversa da quella che poi è nata.

Quanto tempo hai passato ospite in casa sua e dopo quanto tempo sei riuscita ad instaurare un rapporto così intimo da poterla fotografare liberamente?

Sono stata con lei una decina di giorni ma il tempo che abbiamo passato insieme in realtà è stato ben poco. Era difficile confrontarsi con lei e alle volte temevo di invadere troppo i suoi spazi. Jenny era spesso via per lavoro e la disponibilità che mi aveva dato all’inizio è venuta presto a mancare. Ammetto che non sapevo bene come muovermi, era la prima volta che mi relazionavo ad un lavoro simile e l’inesperienza non ha aiutato molto. Quindi cercavo di sfruttare i momenti che avevamo per stare insieme, che si riducevano alle cene ordinate online o alle partite a Call of Duty sul divano giocate prima di dormire.

In questo progetto ti sei concentrata molto sui dettagli. In che modo alcuni dettagli fanno emergere, secondo te, la vuotezza della vita di Jenny?

I dettagli sono stati per me fondamentali per capirla ed è grazie all’immaginario comune che li associamo ad una realtà triste, quasi respinta. In questo caso i dettagli parlano della sua assenza, in tutti i sensi. Non mi sono concentrata su qualcosa di particolare, è stato piuttosto quello che mi circondava e quello che non c’era a definire la storia e a tracciare poi il suo profilo. Secondo me la casa e gli oggetti che ne fanno parte ci permettono di indagare la vita umana in modo essenziale e molto intimo. Ho voluto cogliere i dettagli proprio per questo motivo.

Ti sei mai confrontata con lei durante la realizzazione del progetto?Jenny ha visto l’edit finale o partecipato in qualsiasi modo al tuo lavoro dandoti delle indicazioni?

Inizialmente le facevo molte domande, anche per conoscerla e per instaurare un rapporto che magari poteva rimanere anche dopo la mia partenza. Volevo avere più spunti possibili. Lei però non si è mai dimostrata troppo interessata alla cosa e dal momento in cui ho fatto lo zaino per andare via non l’ho quasi più sentita.

C’è qualche progetto fotografico al quale ti sei ispirata per la realizzazione di Jenny’s details?

Avevo visto Angela di Marta Sarlo.

Quali sono i fotografi ai quali ti ispiri e in che modo il loro lavoro influenza la tua ricerca fotografica?

Ultimamente mi piacciono molto Alec Soth e Wolfgang Tillmans. Per come scelgono i loro soggetti dal quotidiano e per come poi li portano in forma di libro. Ammiro molto anche i lavori di Vivianne Sassen e Paul Graham, anche per quanto riguarda la composizione – mi danno motivo per ragionare meglio sulle cose.

A cosa stai lavorando in questo momento?

Al momento seguo le attività di Photo Exhibitions e Photo Schools, lavoro come assistente fotografa e sto cercando di rendermi il più indipendente possibile dal punto di vista lavorativo. Collaboro anche alla gestione delle attività della Galleria Browning di Asolo, di cui Steve Bisson ne è il curatore.

C’è qualche nuovo progetto in cantiere?

Ho da poco iniziato un lavoro di ricerca legato alla religione e di come questa sia presente nel nostro quotidiano. Al momento è ancora in fase iniziale.

Sogno nel cassetto.

Mi piacerebbe trasferirmi in montagna.

Potete seguire il lavoro di Gaia Musacchio sul suo sito: gaiamusacchio.com

Pubblicato il: 12 maggio 2014
Tag: Gaia MusacchioJenny's detailsLe foto di Barbara

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