• Facebook
  • Twitter
  • Pinterest
  • Comments

Breve conversazione con Elisa Macellari, una giovane artista e illustratrice italo thailandese, che riesce magistralmente ad unire la magia di Asia ed Europa in splendidi disegni dai colori accesi.

Com’è nato il tuo approccio all’illustrazione?

Dall’esigenza di rendere visibili idee astratte. Non riuscivo a trattenerle altrimenti. Uno strumento utile prima di tutto a me stessa.
Quali sono i temi a cui ti senti più vicina? Quali quelli che stai sviluppando ora?
La multiculturalità. Mi sembra un aspetto fondamentale dei nostri giorni, che sento vicino per origine familiare, e credo che ci possa fornire un bagaglio visivo esplosivo. Si viaggia e ci si sposta sempre più spesso, nascono nuove relazioni tra persone di Paesi diversi. Le nuove generazioni hanno radici in più luoghi. E’ una ricchezza. Io cerco di unire la mia origine italiana legata alla storia dell’arte occidentale, alla dimensione animistica e al gusto del colore del sud-est asiatico.

Se ti dico Illustrazione e web, illustrazione e carta stampata, quali  riflessioni ti vengono in mente, quali differenze, in che ambito ti senti più a tuo agio?

La carta stampata ha ancora il sapore della contemplazione. Il web ha una fruizione più veloce, ma aggiunge nuove vie alla lettura, in cui l’interattività e la spazialità virtuale hanno una grande importanza. Mi interessano entrambe le prospettive e credo che siamo fortunati a vivere in un periodo di passaggio. Possiamo sperimentare molto.

Un libro, già scritto, che ti piacerebbe illustrare?

L’ambizione è grande. Il Ramakien, la versione thailandese del poema epico indiano Ramayana. Le storie di centinaia di personaggi umani e divini che si intrecciano sullo sfondo della lotta tra il bene e il male. Alla fine è la storia comune a tutti i tempi che si ripete.

E se potessi creare tu una storia a disegni, quale sarebbe?

Quella di mio zio. Lui vive a Bangkok e ora ha 94 anni. E’ una specie di Forrest Gump asiatico. Si è’ ritrovato in mezzo ad eventi epocali in ogni parte del mondo, a volte per pura coincidenza. Ha scritto la sua biografia e ci sono degli aneddoti esilaranti e tragici al limite del plausibile.

Arte e illustrazione, mondi separati o confini labili?

Confini labili. I problemi legati all’immagine sono comuni. Ci sono ottimi artisti che hanno doti illustrative (per esempio Charles Avery), e ottimi illustratori che creano delle tavole che sono vere opere d’arte (per esempio Lorenzo Mattotti).

Con chi ti piacerebbe collaborare (spaziando tra le forme di espressione esistenti)?

Con Tullio Pericoli. Uno dei miei illustratori big preferiti. E con Jonathan Batiste, un giovane jazzista di New Orleans che vive a New York. Un grande talento.

Prossimo progetto?

Parteciperò a gennaio ad una mostra collettiva a New York. Continuerò la collaborazione con una rivista che lavora a favore dell’integrazione di bambini stranieri in Italia. E magari inizierò anche ad illustrare il famoso racconto dello zio.

www.elisamacellari.com

A short conversation

Pubblicato il: 29 novembre 2012
Tag: Elisa Macellariillustrazione

  • Facebook
  • Twitter
  • Pinterest
  • Comments
  • Seguici, iscriviti alla newsletter