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In una stanza costellata da stucchi e specchi d’epoca mette in scena la fine di un’utopia durata poco più di un anno, la detonazione di una forma, una struttura infranta, lo smantellamento di un sogno, rappresentato con materiale da cantiere in stallo e segnaletica d’attenzione. Attenzione da prestare a un presunto pericolo imminente, uno stato di squilibrio e collasso prossimo a venire.

Paolo Gonzato in due parole.

Contraddittoriamente realistico.

“L’isola delle rose”, da dove nasce questo titolo?

L’Isola delle Rose (esp. Insulo de la Rozoj), nome ufficiale Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose fu il nome dato a una piattaforma artificiale di 400 m² che sorgeva nel mare Adriatico a 11,612 km al largo delle coste dell’allora provincia di Forlì e 500 m al di fuori delle acque territoriali italiane; costruita dall’ingegnere bolognese Giorgio Rosa, il 1º maggio 1968 autoproclamò lo status di Stato indipendente.
Questo Stato, cui fu dato il nome ufficiale di Repubblica Esperantista dell’Isola delle Rose oltre a darsi una lingua ufficiale (l’esperanto), un Governo, una moneta e un’emissione postale non fu mai formalmente riconosciuto da alcun Paese del mondo.
Occupata dalle forze di polizia il 26 giugno 1968 e sottoposta a blocco navale, l’Isola delle Rose fu demolita nel febbraio 1969.

Qual è la genesi di questa mostra?

L’isola delle rose e’ un immagine utile a riconoscere nella forma concreta  di un evento storico il malinconico prolasso delle forme, un’ energia che implode deflagrando  superfici e strutture anche dall’interno della materia con terrecotte impastate con lo champagne, arazzi di feltro menomati  e macchiati da succo di mirtillo, tavole da  manutenzione stradale divelte e nastri da regalo bruciati senza più sorprese.
Focalizzarsi sulle utopie fallimentari in   uno stato precario di rigore e caos dove la  tensione prodotta e’ l’unico equilibrio possibile.

Prossimi progetti.

Sono  da poco tornato da Londra dove , durante Freize Art Fair, ho allestito i miei lavori della serie “ Out of stock” della collezione Fiorucci e dove resterò per qualche mese all’inizio del 2013 per realizzare un grande wall painting.
A breve presenterò un’automobile Renault di cui ho reinterpretato la carrozzeria vestendola da arlecchino.
A Torino, per la fiera Artissima, presento dei nuovi lavori con la galleria A palazzo di Brescia poi ho dei progetti sul design  e sul food e un multiplo in produzione per uno spazio londinese.

Foto: Courtesy A Palazzo Gallery, Brescia

www.apalazzo.ne

Pubblicato il: 24 ottobre 2012
Tag: l’isola delle rosepaolo gonzato

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